L’Islanda, perfetta scenografia per un Giallo

Autore: Ragnar Jónasson

Titolo: “I giorni del vulcano”

Casa Editrice: Marsilio, Universale Economica Feltrinelli

Pagine: 265

Non conoscevo questo autore, per caso in libreria mi sono imbattuta nel secondo e terzo capitolo della serie dei Misteri d’Islanda. Come tutti i libri della serie Giallo Svezia, pubblicati da Marsilio, troviamo ambienti diversi dai soliti cui siamo abituati. Questa serie è composta da quattro romanzi che si svolgono in Islanda nella cittadina di Siglufjörður dove Ari Þór ex studente di Teologia diventato poliziotto si ritrova alle prese con i casi più diversi e difficili. La quiete della cittadina viene scossa dal ritrovamento di un cadavere davanti ad una casa solitaria in un fiordo nel Nord dell’Isola. Mentre nel Sud nubi di cenere invadono le città, Ari Þór si troverà a dover risolvere un caso intricato e tenere a bada una giornalista che ha deciso di indagare su un mistero che sembra più personale che professionale. Riusciranno a venire a capo di questo caso intricato?

Una scrittura incalzante, una trama che sembra la sceneggiatura di un film nordico, questo libro è un bel giallo. La struttura a capitoli brevi spinge il lettore a non staccare gli occhi dal libro e ad andare avanti nella lettura. Per chi come me non conosce bene l’Islanda è anche un invito a conoscere meglio quest’Isola; i paesaggi e le città vengono descritti con un pizzico di mistero, che spinge il lettore a cercare su internet le cittadine ed a scoprirne le bellezze. I personaggi che affiorano sono molti e capitolo per capitolo si intrecciano le varie storie che saranno poi collegate da un unico filo conduttore che è il caso di omicidio. Un giallo consigliato agli amanti del genere e soprattutto a chi ama i paesaggi del nord, spettacolari per la loro unicità e caratterizzati dall’imprevedibile forza della natura.


Titolo: “Fuori dal mondo”

Pagine: 253

Vi presento ora il terzo capitolo dei Misteri D’Islanda, una trama che oggi troviamo forse tutti un pochino più vicina a noi, poiché tutta la cittadina di Siglufjörður è stata messa in quarantena a causa di un virus mortale. Ari Þór però si trova in servizio e si appassiona ad un vecchio caso che risale al 1955, quando due coppie decisero di vivere in un fiordo isolato e deserto. Anche questa volta il giovane poliziotto si ritroverà a dover risolvere un caso che risulterà essere più complesso di come si presentava.

Come il precedente libro che ho letto di Jónasson, la trama potrebbe essere quella di un film giallo nordico. Molti personaggi intervengono e si intrecciano nei vari capitoli, brevi e intensi. Colpisce anche, leggere questo libro oggi, perché forse, dopo aver tutti vissuto la quarantena, possiamo anche immedesimarci di più nella storia. Interessante come nei romanzi di Jónasson la natura sia sempre parte della storia e faccia da scenografia a tutto il racconto. L’irrequietezza di un fiordo desolato e la bellezza della natura incontaminata sono elementi che vengono fuori leggendo soprattutto questo romanzo. Il modo in cui viene descritta la solitudine che si trova nel fiordo disabitato di Héðinsfjörðu è qualcosa che catapulta il lettore affianco al protagonista e rende bene l’idea di cosa voglia dire abitare in un luogo dove il silenzio è talmente potente da diventare assordante.

Consiglio la serie dei Misteri d’Islanda a tutti gli amanti dei gialli e della natura incontaminata. Devo ancora leggere il primo e quarto capitolo della serie, ma i libri mi aspettano già sullo scaffale.

Voto:

Classificazione: 4 su 5.

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